lunedì 28 luglio 2014

le buone serate





 
 
Avete presente Harry Potter? Ci sono persone che vivono pensando di essere allenatori di draghi spinosi sputafuoco della romania. Che torturano, seviziano, riempiono di angherie, per renderli più cattivi. Queste persone, però, fanno questo a coloro che hanno vicini. Con l'intento di rendere cattivo chi non lo è. A ripensarci, più che Harry Potter, mi ricordano Totò. E i suoi caporali. Io non so se sarò mai un Uomo. Ma di sicuro resterò un Buono. Nonostante tutto. Nonostante loro. Così, anche la nostra serata sarà Buona. 
Sempre e comunque.

domenica 20 luglio 2014

la vita a 40 gradi

Informazioni

Ho deciso che ci sono troppe nuvole e troppo caldo per andare a sudare al mare. E siccome non ho compagnia per stare al chioschetto di Ludovico, mi  sono messo a raccogliere i pensierini delle sette e mezza del mattino.  Stavolta sono un po' troppi, lo ammetto. Ma i pensierini non sono come le patate dell'orto di Pizzente. Se li lasciate da parte, non germogliano, ma fanno la muffa.

Precauzioni d'uso.
 
Ho volutamente tolto l'ordine cronologico e ho suddiviso alcuni più lunghi, da quelli istantanei. La quantità delle righe, è inversamente proporzionale alla velocità in chilometri orari, del momento in cui vengono scritti. (Non fate finta di non sapere che scrivo guidando e/o guido scrivendo)



Ho una preoccupazione. Quando ero alle scuole elementari, mia nonna mi avvisava perentoria, di non stare con la testa attaccata a quella degli altri bambini. Perchè mi avrebbero attaccato i pidocchi.
Ora,  quando si scatta un selfie col telefonino, per stare dentro l'inquadratura, ci si mette in posa con le teste appiccicate una con l'altra. Ci sarà un'epidemia di pediculosis capitis?
Buona giornata. (ogni tanto, però, mandatemi qualche vostro scatto)


Non è colpa mia, se ho le orecchie normali. Continuo a cercare un paio di normalissimi  auricolari. A forma di normalissimi auricolari.  Da infilare dentro un paio di normalissimi padiglioni auricolari.
Non ho orecchie aliene. Non ho canali uditivi modello Wolverine. Non ho alcuna punta modello signor Spock.  E allora, perché mai vi ostinate a fornirmi cuffiette con padiglioni in gomma, a forma di mini-perette, simil micro-clisteri? O ancora più improbabili  forme bombate, con apertura conformata e maniglietta richiedente ampi spazi, solo per superdotati? (di orecchie, intendo)
Il risultato è che sto inutilmente  ad armeggiare, nel frustrante tentativo di sentire qualcosa dal mio telefonino, nonostante il volume a manetta.
E la cosa che più mi irrita, è che dall'altra parte, l'unica cosa che sento distintamente, è la mia Joyce.
Che mi chiede, urlando amabilmente, se sono sordo. Mandandoci a quel paese. Me e gli auricolari hi-tech.



Vado in giro per le campagne. Frugo tra le sterpaglie. Alla ricerca dei punti trigonometrici dell'Istituto Geografico Militare. Per ritrovare l'orientamento.
Conoscete un modo più semplice?



Oggi potrei fare come quei vecchi, che escono per fare la spesa e non ritornano a casa per pranzo. Scompaiono  per qualche giorno. Per essere ritrovati in un qualunque luogo di campagna. E fanno finta di non ricordare cosa hanno fatto in tutto quel tempo.
Si. Potrei fare così. Prendere all'improvviso una qualunque piccola strada bianca e ghiaiosa, in direzione del mare. Arrivare fino alla sabbia, senza neppure togliermi le scarpe.
Immagino che, probabilmente, non  arriverei al lavoro.  Letteralmente scomparso. Per essere ritrovato in un qualunque luogo di mare. Dopo essere mancato per un sacco di tempo. Il tempo di una canzone di Jovanotti.



Neppure ti rendi conto. Perché oggi ti pare una cosa normale, che io possa conoscere l'ora in cui tu eri ancora sveglia. Perché non pensi che domani potrai scaricare l'aggiornamento per il tuo smartphone.
Così potrai leggere qual'è stato il mio ultimo pensiero. Quello più intimo. Quello che nessuno deve conoscere.  Non sarà necessario che tu sia la mia Fiamma Gemella. Basterà un clic sulla nuova app. "Imposta condivisione automatica".
Dei pensieri.



Il mio oculista è un filosofo. Ha spiegato il significato della parola fotofobia, in una maniera disarmante. "Così tanta luce, che l'occhio, per vari motivi, talvolta non sopporta.  Accade così anche per i sentimenti. Così tanto amore, che il cuore, per vari motivi, talvolta non sopporta. Ecco perché, per entrambi, esistono le lacrime".

Ho scordato i tuoi occhiali sul tavolo. E tutto il mio mondo, mi appare sfuocato e confuso. Mi sento così miope, per non riuscire a vedere le prospettive lontane.



I greci sostenevano che la bellezza derivasse dalla sottrazione. Cioè dal togliere qualcosa dalla materia di partenza. E usavano come esempio, la bellezza inaudita di una statua in marmo, che nasce da un blocco. Quel blocco da cui, sapientemente, lo scultore toglie qualcosa, pezzo dopo pezzo, scheggia dopo scheggia. Per arrivare, appunto, alla bellezza di quelle forme che ancora oggi, incantano i nostri occhi.
La bellezza della nostra vita, invece, è un'altra cosa. Nella vita, la bellezza non sta nel togliere, ma nell'aggiungere di continuo, giorno dopo giorno. Non abbiate paura di aggiungere pensieri, emozioni, parole. Grandi sorrisi mostrati. Piccole lacrime nascoste. Non sottraetevi al desiderio di vivere la bellezza della vita.
Iniziate da oggi.


Dicono che la vita ci rende più duri.  Forse è per questo, che io mastico la mia pelle, come fanno le donne eschimesi con il cuoio di caribu', per ammorbidirlo e dare forma agli indumenti. Io lo faccio per restare tenero, nonostante tutto. E dare forma ai miei sogni.
Buongiorno.
(non fatevi essiccare dal caldo, né dalle persone)



I deja'-vu, mi terrorizzano. Aspetto, paralizzato, che passino il più in fretta possibile


È una giornata d'estate.
Gonfia di nuvole.
Come non te l'aspetti
La vita non è (quasi) mai come ce la immaginiamo



Il mio mondo è cambiato, mutato.
Come i vecchi, a volte ho ricordi confusi.
Non ricordo di averlo perso, quel mondo.
Né di averlo ritrovato.
Non lo riconosco, quel mondo,
neanche quando mi guarda e mi dice "sono io".



Non capivo perché le parole fossero diventate inutili, quasi dannose. Non sapevo che arriva un momento in cui l'alfabeto cambia. E ci si saluta con un bacio.



Avvisatemi, appena inventano uno sgrassatore specifico per la vita. Perché così com'è adesso, scivola via, come fosse unta.


Giornate intere, che servono solo a far passare il tempo tra il viaggio di andata e quello di ritorno.


Voi che dite? Se provo a dare un calcio a una lattina vuota, e ci passo attraverso, sto già diventando fantasma di me stesso? (cit. "ghost")


Essere amato come un padre.
Essere amato come un marito.
Essere amato.
Essere altro.


A volte, mi sento così solo.....che non mi sento neppure.
 

Quando passo di lato al tuo vecchio paese, mi chiedo quale tetto sei, di tutte quelle tegole rossicce, che vedo dalla strada?

 
Racconto storie. Così belle, da sembrare vere. Storie che non finiscono, ma vivono assieme a chi le ascolta
Buongiorno. A voi. E a tutte le storie che saprete raccontare.

 
- L'uomo caduto. /
- Sulla terra. /
- Nella polvere. /
- Di stelle. /

(D. Bowie. Liberamente ispirato)




lunedì 23 giugno 2014

ei, bi, si, di



"Cosa vi urta, esattamente, delle persone gentili? Il non riuscire ad esserlo?"
(misSchianto) Non è mio. Ma un pensiero così, merita.





















Oggi, citazione dei Beatles: ordine alfabetico.

A)
Quanti messaggi stamattina. Si sono svegliati presto, i miei problemi. Non vedevano l'ora di darmi il buongiorno. Farò un corso di wrestling, per divincolarmi. O un corso di sgushing....per sgusciare via. Giusto il tempo per poter prendere la mira. Uno ad uno. Nel frattempo, fate i bravi. Sorridete.

B)
Quando un cantiere appare nel punto preciso e nel momento esatto

C)
Avete presente le voglie? Quei desideri improvvisi, irrefrenabili, irresistibili, delle donne incinte? Quelli che bisogna soddisfare senza dubbio e senza indugio.  Credo di aver capito quanto siano forti. Di sicuro somigliano molto a quella misteriosa sensazione, che mi ha costretto a impugnare quel pezzo di plastica  e ferro, infilarci lo spinotto da una parte e due tappini di gomma dall'altra. Poi ho iniziato a battere i polpastrelli, fino a che non sono apparse le quattro parole della composizione magica. Quale misterioso, sconosciuto, potente sortilegio, mi ha portato a ricercarla?  Ma ormai ero troppo avanti per potermi fermare. L'ultimo passo era fatto. Quel passo che mai avrei immaginato di compiere: trovare Claudio Baglioni.  Ascoltare "E tu".
https://www.youtube.com/watch?v=cygUqshov3Q&feature=youtube_gdata_player

D)
Oggi.
Uno di quei giorni in cui Daniel Day Lewis aspetta che Michelle Pfeiffer si volti verso di lui.  Oggi guardo avanti.  Tutto questo sole dissolve ogni cosa.  E non mi importa.  Forse non mi voltero'.  Neppure all'ultimo istante.
 
E)
Indietro.
Inghiottito nuovamente da ciò che ero. Muscoli e nervi annodati in modo casuale. Per un destino sconosciuto ai più. Implacabile nel riportarmi esattamente là. Nel punto più lontano dal centro dell'universo.  Stai fermo un turno.  Tira i dadi.  Oppure parlami.
 
F)
Quante storie che ho ascoltato. Le ho sentite e fatte mie. Quante persone conosco senza averle mai  incontrate. Ma le ho viste nei tuoi occhi. Le ho carezzate con  le tue mani.
 
G)
Solo io e l'arcobaleno, stamattina, in mezzo a questo grigio.
 
H)
Chissà se il volume della mia radio, sarà abbastanza alto, da farti arrivare un po' della voce di Elisa. Basta che il vento respiri nella giusta direzione.  L'unica. La tua.
 
I)
Ho una vecchia scatola di cartone disegnato a fiori. Piena zeppa di fogli, diligentemente piegati, accuratamente imbustati. Un foglio, per ogni volta che ti ho pensato e non te l'ho detto. Come lettere scritte e, inutilmente, mai spedite. O lasciate indistinte, assieme a tante altre. Come le maglie ammucchiate, sulle bancarelle dei venditori al mercatino, dove tu devi frugare per ritrovare quella che fa per te. Della giusta taglia.

J)
Ci sono almeno due modi per inviare un messaggio. Premere la freccetta sullo schermo dello smartphone. O aspettare un pezzo di strada diritta, chiudere gli occhi per il tempo di un respiro.
 
K)
Non ci sei. La strada è vuota. Silenziosa. Come se ci fosse uno di quei grandi cartelli luminosi, che si vedono negli aeroporti. Come quando, di fianco al numero del tuo volo, appare la parola che lampeggia lentamente.
"Delayed".
 
L)
Happy B.
Sono nato alle nove del mattino. L'ultimo giorno di primavera. In quello che è il giorno più lungo dell'anno. E ancora oggi, nella mia vita, la luce occupa molto più spazio del buio. Grazie alle persone che mi vogliono bene.  Grazie. Ventiquattrore su ventiquattro.





Non posso parlarti.
Non posso scriverti.
Ora non posso neppure abbracciarti.
Posso solo esistere.
Oppure scegliere di non esistere.


domenica 22 giugno 2014

watching mtv



MTV Awards I

Ogni epoca ha i suoi poeti estemporanei. L'ho già detto in altri post. Non ci sono più le serate  ferragostane, con le famiglie intere, che raggiungevano la piazzetta di Santa Maria. Tutte dotate di sediette pieghevoli di legno, marcate Ichnusa. Non ci sono più le discussioni tra gli esperti. Tra gli estimatori delle varie categorie.  Ormai sono pochi persino i sopravvissuti, tra coloro che sapevano recitare a memoria, quei versi.  Conoscevo persone capaci di ricordare intere serate, passate ad ascoltare quelle che allora si chiamavano "gare poetiche". Ho visto da poco un mio vecchio zio, ex minatore enfisematoso, preoccupato per non riuscire a trovare qualche esperto elettrotecnico. Non per riparare la sua pompa portatile per  l'ossigeno. Ma per rimettere in funzione il suo  registratore a bobine, marca Geloso, annata 1965.  Dentro il nastro magnetico, custodisce annate intere  di feste di piazza, riconoscendone, metro per metro, data e luogo di registrazione. Ecco, dicevo, finita l'epoca delle gare forsennate,  elegantemente irriverenti o addirittura strafottenti. Sarcastiche, acidule, sottilmente affilate. Finita l'epoca di quelli che erano i divi della poesia estemporanea, capaci di accumulare piccoli  tesori economici. Quelli che allora si chiamavano quasi sempre "Zizi-Masala-Pazzola". Sempre assieme, tanto da farmi  sospettare che fosse un unico nome.
Quelli che oggi sono stati sostituiti dai nuovi poeti  estemporanei, con nomi ancora più improbabili: Emis  Killa, Salmo, Fedez, Clementino. Nomi che di sicuro avranno il loro perchè. Il mio figlio numero due,  sostiene che si tratta di nomi d'arte, che derivano dai loro veri nomi e cognomi. Sarà certamente cosi.  Però, un artista che nasce a Olbia, non può che avere un nome d'arte come "Salmo", in onore  alle cozze e al  rischio che si corre nel consumarle crude. Con buona pace di Paolo Pillonca.
 
 
 
MTV Awards II
 
Confesso che ho avuto un momento di ansia. Noemi, la mia rossa preferita, inizia a cantare, durante un concerto di  MTV. Mentre inizia, insiste inutilmente a chiedere che il pubblico batta le mani, al ritmo della musica sparata dal palco.  Sembra impossibile. Eppure è così.  Nessuno che batta le mani. Quelle stesse mani totalmente  impegnate a sostenere i telefonini per filmare il loro idolo.  Impossibilitati persino a cantare e  muoversi, con la canzone che conoscono a memoria. Il video verrebbe mosso. E nel frattempo, Noemi ha finito di cantare la sua bellissima canzone. Ma loro non se ne sono accorti. Sono impegnati a vedere com'è venuto il filmato e mandarlo agli amici, con Whatsapp o Messenger. Magari aggiungendo una nota: "è stato veramente emozionante". Che cosa?
 

domenica 15 giugno 2014

il flusso del tempo ("back to the future")

 
 

"Purtroppo è così, suo figlio non ha capito il flusso del tempo; un ragionamento piuttosto elementare, ma lui non lo ha capito". E' terribile avere di fronte una frangetta di maestra elementare, che ti snocciola davanti agli occhi, con gesti ampi, il deficit di intelligenza analitica, del tuo dna ereditario di sette anni. Non capire il flusso del tempo, era una prova inconfutabile del disinteresse di Arrigo, per quella scuola. Vi era, nella maestra, un dubbio inconfessabile: che io stesso fossi la causa di questo deficit. Probabilmente era per questo motivo, che si ostinava a fare ondeggiare il suo dito indice davanti al mio naso, ogni volta che esprimeva quel concetto: il-flusso-del-tempo.
Eppure qualcosa non mi convinceva. E la mia espressione doveva essere piuttosto smarrita, se la caritatevole maestra, decise di dedicarmi un terzo tempo; un minuto supplementare, per rendermi edotto della faccenda.
Un compito in classe, che l'aveva portata a ritenere insufficiente l'attenzione del suo alunno (incidentalmente  anche mio figlio).  Occorreva mettere nel giusto ordine, secondo il flusso del tempo, una tipica scenetta familiare. La sequenza corretta, secondo le aspettative della maestra, sarebbe dovuta essere:  1) ho la febbre; 2) vado dal medico; 3) vado in farmacia; 4) prendo la medicina.
Purtroppo Arrigo, al pari di Galileo, usò la propria logica, derivante dall'esperienza. Per cui, la sua sequenza risultò la seguente: 1) ho la febbre; 2) vado in farmacia; 3) prendo la medicina;  4) vado dal medico.
Del tutto irrispettoso della gerarchia scolastica, non ammise di essersi sbagliato. Nessuna abiura, proprio come il Galileo della prima ora.  Conosco poche persone come lui, capaci di perorare il torto marcio. Figuriamoci quando ritengono di avere ragione.  Il fatto risolutore, arrivò sotto forma di due fedeli compagni di classe: Riccardo e Matilde. Anche loro a rimostrare il proprio rammarico, per la sequenza logico/temporale sbagliata. In un istante tutto fu chiaro ed evidente. Infatti, Arrigo, Riccardo e  Matilde, oltre alla sequenza sgangherata, avevano in comune, un'altra cosa: erano tutti e tre figli di medici.  Dovete sapere che un figlio di medico, quando sta male, va dal pediatra, ma solo dopo che il genitore ha già fatto la sua diagnosi e somministrato la sua terapia. Soltanto dopo (per l'inefficacia della terapia suddetta), il bambino potrà andare all'ambulatorio medico Convenzionato con il S.S.N. in Pediatria. Alla faccia del flusso del tempo. E della consecutio temporum.



 

martedì 10 giugno 2014

firenze - roma





 
Mi è capitato pochi giorni fa. In treno. Da firenze a Roma. Perchè mentre leggevo il messaggio, con quella citazione di Nietzsche, il mio spiritello malefico, si è messo a svolazzare con le sue alucce attaccate alle caviglie.
"Bisogna avere il caos dentro di sè, per generare una stella danzante". Ed è stato in quel preciso momento che mi sono reso conto di una differenza fondamentale. Quella che esiste tra lo stare seduti a un tavolino di un bar, raccontarsi e chiacchierare, e tra lo stare a scriversi e descriversi, attraverso la tastierina di un telefonino. Si, lo so. Non sono molto chiaro, ultimamente. La Fiamma mi avverte spesso: "qualunque cosa tu dica, cerca di essere chiaro e comprensibile, per non lasciare spazio a interpretazioni strambe!!". Allora vi spiego meglio.
Se una frase come quella, vi viene detta da chi avete di fronte a voi, al tavolino di un bar, non avrete molte scelte:
1) "un concetto molto bello; chi è l'autore?";
2) "ah, si, ecco, mi ricordo la frase, ma non ricordo chi fosse ad averla detta";
3) "mi pare ovvio; ....a che ora la partita della Dinamo?".
In estrema sintesi, avrete ben poco da bleffare: lo sapete o non lo sapete che è una frase di Nietzsche? Avete studiato o no?
Se la stessa frase, ve la scrive la vostra presunta-futura-fidanzatina, e la leggete su whatsapp, la tecnologia spariglierà le carte per voi. Dovrete soltanto essere veloci, copiare la frase, aprire la pagina di google dallo stesso telefonino, incollare e premere invio. Nessuno si accorgerà di voi, mentre operate l'ignobile trucco, che in pochi secondi vi farà scrivere, sul touch screen, quelle due paroline magiche. "Adoro Nietzsche, e tu?"
 
 
Bocamario
 
Mi viene in mente di farti una domanda. Tu la mangi la fiorentina? E' un dubbio. Tu sei tipa da fiorentina o no?
 
 
42-20
 
Il mio vizio di girare la notte. Da solo, poi, non smetterei mai.
 
 
Ore venti

Ricordo mia nonna e le sue amiche. C'era un momento, ogni sera, in cui interrompevano qualunque attività, per andare a prendere la loro sveglia di ferro, poggiata sulla credenza o sul caminetto. Si sedevano davanti alla radio e aspettavano, concentrate, il momento in cui la voce torinese, dettava l'ora esatta. Solo in quell'istante, accuratamente, tutte quelle mani rugose, ruotavano con delicatezza, la manopolina e rimettevano al suo giusto posto, la lancetta lunga dei minuti. Dovremmo re-imparare questi gesti. Anche noi  dovremmo fermarci, una volta al giorno, e sincronizzare i nostri cuori. Almeno con chi ci ama.
 
 
Due punti.
 
1) Non penserete che gli angeli vadano in giro, mostrando le ali sotto la camicetta?
2) Non penserete che gli angeli non soffrano quanto voi? 
Ecco. Adesso non potete più dire che non lo sapevate, quando farà finta di non guardarvi negli occhi.
 
 
Buona giornata di mezzo.
 
Scrivo per te.
Con la vernice bianca.
Sul muro  di una vecchia strada.
Un vicolo cieco. Dove nessuno passa più.
Dove nessuno passa per caso. Tranne me.
Per rileggermi.
 
 
 
Ci scusiamo per l'interruzione.
 
La trasmissione di buoni pensieri, riprenderà al più presto possibile. (Chissà se esiste un massaggio cardiaco, per rianimare dai cattivi pensieri? Aspetto la risposta, esanime, abbandonato sul ciglio di questa giornata).
 
 
 
I
Ho cercato aiuto in me stesso. Ma non mi sono fatto trovare. Mi sono detto che non c'ero.
 
II
Quando avrò un figlio adolescente, risponderò alla sua domanda. "Non pensare troppo. Fai ciò che senti. Sarà la cosa giusta. E resterà sempre con te".
 
III
Sapere che sono il primo pensiero. Cambia le prospettive della giornata. E della vita.

 

auto - ritratto

Ecco. Questo sono io. Questo è il mio viaggio. Un viaggio di corsa, una mano stretta sul volante, un laccetto di cuoio nero, una camicia a righe.

domenica 1 giugno 2014

goethe & morgana

La malinconia dei mattini, di una primavera che non si decide. Ecco la raccolta.
 
 
 
Pulizie di primavera.
 
Certo. È vero. Ho deciso di cambiare tutto, dentro casa. Ho portato fuori tutti i mobili, i quadri, i libri. Li ho accatastati nel cortile davanti alla porta.  Ora,  va bene che tutti vedano quel caos, alla merce' di chiunque passi. Ma che ci si metta anche la pioggia, a inzuppare ogni cosa! Non ho neppure un piccolo telo, per le cose più preziose. E ci vuole tempo per riporle al posto giusto.


 
Citazione Cortese.
(Handle with care).
 
Stai svanendo. Nell'incantesimo di Morgana.
Se tocchero' la tua mano, ci sarà una luce bianca.
E tu sarai di nuovo materia.
O per sempre sogno.
 




Inutilmente.
 
È come se la giacca fosse impigliata nelle lancette di quel gigantesco orologio, che mi trascinano lungo le ore del giorno. Esanime. Senza poter decidere.

 
Il lavoro rende liberi.
 
Usciamo. Fuori da qui. Fuori da questa gabbia di cemento che piega i pensieri. Che li rende curvi. Ranicchiati a proteggersi dal freddo dei cuori spenti.
Usciamo. Fuori da qui. Dovunque. Per parlare delle cose del mondo. Senza trattenere il respiro.

 
Ritardi.
 
Lo spread della disaffezione al lavoro, oggi ha raggiunto quota ore 7:27.

 
(Featuring Fabri Fibra)
 
Questa è una di quelle giornate in cui ognuno di noi ha i suoi universi che collassano, stelle che esplodono, buchi neri che si avvicinano, nulla che avanzano. Impossibile avere attenzione per gli altri umani. Tranne te.
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(Featuring Johann Wolfgang von Goethe)
 
"Noi avremo il coraggio di mutare questa situazione.
Anche se non dipende da noi mutare i nostri sentimenti".





 

venerdì 16 maggio 2014

settimane enigmistiche

Le settimane enigmistiche di aprile
(mi si sono accumulati e ora il blog si riversa su di voi)













Sciarada
Non è mai stato facile.
Non lo è mai.
Neppure se tu credi che lo sia.
Non è facile.
Anche quando lo dici all'altra parte di te.
Può capirti. Oh, certo. Può capirti.
Ma non potrà capire quanto.


Aggiunta

Buon 25 aprile. Spero abbiate fatto la tradizionale gita.
Noi purtroppo siamo alle prese con un misterioso incantesimo.
Tutti gli sportelli degli armadi sono bloccati.
E noi siamo costretti a restare in pigiama.


Anagramma

Piove. Ma non poco.
Piove così tanto, 
che devi ammettere
che è proprio pioggia.


Cambio

Tu mi chiedi cosa io abbia imparato da questo tempo.
Quale sia l'insegnamento, di cui mi hai sempre parlato.

Leggo le tue righe.
Tanto mi sono chiare adesso,
quanto mi erano irriconoscibili allora,
le parole dell'amore.


Incastro

È così confuso oggi, il cielo. Nuvole di ogni colore. Strappi d'azzurro.
Quel vento freddo che parla di altre primavere. Come promesse mai fatte.
Come un destino senza bussola.
Buona giornata ai naviganti provetti.
Portatemi con voi.


Intarsio

Vorrei stare tranquillo.
Vorrei che gli aeroplanini
di carta nera a forma di corvo, 
smettessero di disturbare.
Vorrei avere più tempo
per i miei pensieri più belli.
E anche per i tuoi.
Per questo ti chiedo
di tenerli lucidi anche oggi.
Potrei trovare il tempo.


Metanagramma

Ho dormito così a lungo, che stamane  mi sono svegliato in pieno autunno.


Palindromo

Certe sere, il mondo che ti circonda, 
sembra che abbia fatto una ritirata strategica.


Rebus

Io ci credo. Certi pensieri, a volte sono così forti, 
da poter arrivare. Esattamente là.
No. Non ero io.
Ma se li hai visti passare di là,
se mi somigliavano, erano loro.
Erano proprio da quelle parti.
I miei pensieri.


Scambio

Voce del verbo cincischiare.
Io cincischio. 1a pers. sing.
Io cincischio. 2a pers. sing
Io cincischio. 3a pers. sing.
Io cincischio. 1a pers. plur.
Io cincischio. 2a pers. plur.
Io cincischio. 3a pers. plur.
Tu, egli, noi, voi, loro, non so. Fate voi. Scegliete il tempo e la  persona che preferite.
Tranquilli.


(Dance. Part 1)
Vorrei che tu vedessi dentro me.
Che mi raccontassi come sono fatto.
Usando le tue parole. Così che io possa seguirle,
come si seguono i passi nudi, ballando a occhi chiusi.


(Dance. Part 2)

Se io sapessi ballare, di certo il mio desiderio più grande sarebbe ballare con te.
Girare attorno a te, come nei film americani.
Con la tua vita, segnata da un abito nero.
Una mano nella mano.
E un abbraccio che segue i movimenti del tuo passo.
Fino alla fine.


Crittografato

Buona serata.
Anche a voi che vi sentite un po' soli, ogni tanto.


Zeppa

Stamattina cerco di trovare l'articolo determinativo,
che mi faccia capire cosa voglio dal futuro.
Essere migliore. O essere il migliore.
La differenza tra costruire e gareggiare.


Pagato

Quanti cocci!
Sono davvero tutti miei?


ABRC 1

Fate in modo che ogni giorno che passa,
non sia un abbraccio perso.


ABRC 2

Abbraccia ciò che ami. Perché trattenere un abbraccio, è come trattenere il respiro.
Si muore


(Ahmed Al Shahaw)

"Aprire la mano. E trovare una  donna che la legga."


Triangolo

Pestato. Calpestato. Una sciarpa di seta, perduta all'uscita di un
teatro. Imbrattata dal fango della strada. Forse ha sognato quelle
luci e quelle voci. Forse è soltanto uno straccio caduto da un
carrello. Ma quella mano che torna indietro, la riporta a casa.


Mattini dopo

Oggi ho voglia di silenzio. O almeno, di volume basso. 
Oggi voglio stare come il mattino dopo.
Quando ti aggiri nella gigantesca sala vuota. Con i palloncini per terra.
Stelle filanti ancora appese. Bicchieri abbandonati negli angoli.
Chiazze asciutte di bibite rovesciate. Poi mi fermero' un momento. 
Per chiederti, ancora una volta, "com'è andata la festa?".













Fade to grey

Sai che mi fermo sempre qui. Quando ho bisogno di un minuto.  Estate o inverno.
Non ha stagioni. Non ha caldo o freddo. È un luogo che esiste, da qualche parte.
È un tempo che non scorre.  È il mio binario 9/trequarti.
Il mio minuscolo e breve universo parallelo.
Come se le auto che passano a fianco, neppure mi vedessero.
Premo il pulsante play e guardo.
Come faceva quella canzone?
Fade to grey.





Per essere "indelebile",
mi pare sia un po' sbiadito.





(scattata da me lunedì sera, alle industriali di via fermi)










lunedì 7 aprile 2014

l'accento non va'













"Good morning"
 
Avete presente, quei periodi strani della vita? Quelli in cui ogni mattina l'addetto alle consegne, vi suona il campanello. E vi molla uno scatolone, scelto a casaccio dal mucchio?  Beh. Io non lo apro neppure. Rimango a gironzolare dentro la vita. Senza sapere dove andare di preciso. Distratto da una canzone psichedelica degli Alphaville. Forever Young. Forever good morning anche a voi.
 
 

"Difetti di trasmissione o di ricezione"
 
Dire a un persona che la ami. Le parole ti si fermano in gola.
Oppure rimangono incastrate nella catena degli ossicini.
 
 

"I shot the Sheriff"

Forse non fa niente, se non ho avuto il coraggio. Forse si può star bene, raccontando di essere stati eroici. Forse in tanti mi crederanno, quando mostrerò quella stella dorata, con la scritta in rilievo. Forse  nessuno si ricorderà di averla già vista, in mezzo alla polvere, dove loro stessi l'avevano gettata. Forse, continuando a raccontate la mia storia, finirò con il crederci anche io. Forse, solo la sera, quando nessuno mi vedrà, potrò guardare dalla finestra, nelle sere in cui c'è vento forte. Quel vento che strappa le foglie arancioni e le scuote, fino a farle desistere e lasciarsi portare via. Quel vento che combatti strenuo, tendendo la corda, perché la tua barca in porto non si rovesci. E che neppure si pieghi. Per il tuo innegabile orgoglio. O per la tua inaccettata paura. E quando tutto sarà cessato, me lo dirò ancora una volta. Forse non fa niente, se non ho avuto il coraggio. Forse.
 
 


("Non mi manca qualcuno con cui parlare. Mi manca qualcuno che mi pensi")





Ma non al vice-sceriffo, oh no
Ho sparato allo sceriffo
Ma non al vice-sceriffo, oh, oh, oh
Dovunque nella mia città
Stanno cercando di beccarmi
Dicono che vogliono arrestarmi
Per aver ucciso un vice-sceriffo
Per la vita di un vice-sceriffo
(Ma io dico)
Ho sparato allo sceriffo
Ma giuro che è stato per legittima difesa
Ho sparato allo sceriffo
E loro dicono che è un delitto capitale
Lo sceriffo John Brown mi ha sempre odiato
Il perché, io non lo so
Ogni volta che gettavo un seme
Lui mi diceva di ucciderlo prima che crescesse
Diceva di ucciderli prima che crescessero
(L'ho letto sui giornali)
Ho sparato allo sceriffo
Ma giuro che è stato per legittima difesa
(E dovera il vice-sceriffo?)
Ho sparato allo sceriffo
(Ma giuro che è stato per legittima difesa)
Un giorno la libertà mi è venuta incontro
E io me ne sono andato dalla città, sì
Improvvisamente ho visto lo sceriffo John Brown
Che mirava per colpirmi
Così ho sparato - l'ho ucciso, così dico
Se sono colpevole pagherà
Ho sparato allo sceriffo
Ma giuro che è stato per legittima difesa
Ho sparato allo sceriffo
Ma giuro che è stato per legittima difesa
I riflessi hanno avuto la meglio su di me
E sia quel che deve essere
Il secchio va al pozzo ogni giorno
Un giorno il fondo cederà
Un giorno il fondo cederà

sabato 5 aprile 2014

scrivimi



a)
Qualunque cosa fosse. Era bellissima.


b)
La sensazione di non essere a casa.
Dovunque mi trovi.
La ricerca dei segni di te. In qualunque luogo.


c)
La Grande Bellezza del parlare con certe persone,  è già nel fatto stesso che ci stai parlando




d)
Esiste un pianetino, nella galassia M107-5, in cui le nostre  leggi della fisica e della biologia, sono sovvertite. I pensieri, sono più pesanti dei mattoni di paglia, di cui sono fatte le case. Le persone,  dapprima guariscono e solo dopo si ammalano. Io che sono in apparenza guarito, non vedo  l'ora di essere in apparenza, malato.


e)
Quando vi siete innamorati, l'ultima volta? Ieri sera, davanti all'ultimo i-phone? Una settimana fa, alla partita di calcio? In una sera d'estate, ascoltando Ligabue? A teatro, vedendo Il Misantropo di Molière? In macchina, cantando a squarciagola Indietro di Tiziano Ferro? In una piccola piazza, guardando un quadro di Bouguerau? A me potrebbe accadere se dovessi sentire qualcuno pronunciare una parola. Sovente.